Hiv e Aids. Contro stereotipi e pregiudizi qualche informazione e un video

Il 1 dicembre è stata la trentesima giornata per la lotta all’Aids. Per l’occasione  l’Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute, Friends of the Global Fund Europe, Aidos – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo e Bluestocking hanno presentato il progetto “Aids, Tubercolosi e Malaria: fatti e stereotipi“: “Tre spot per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tre grandi epidemie che ancora oggi uccidono milioni di persone nel mondo.Qua si può vedere lo spot.

Ecco alcuni dati importanti sulla presenza di HIV e Aids in Italia e nel mondo.

In Italia ci sono 130.000 persone con HIV. La maggiore incidenza è tra i 25 e 29 anni;

In Italia la diagnosi di HIV è stabile da 3 anni;

Secondo i dati del ministero della salute è stabile anche la percentuale dei late presenter, ossia persone HIVpositive in fase avanzata di infezione;

Sempre in Italia tra le 12.000 e le 18.000 persone non sanno di essere sieropositive in quanto non hanno ancora fatto il test;

L’Italia è il secondo paese per i casi di HIV dell’Europa occidentale;

Dal 2012 al 2017 è in costante diminuzione il numero di nuove diagnosi di HIV che ha riguardato i cittadini italiani;

Le diagnosi di HIV per gli stranieri sono in aumento, 9705 casi conclamati;

I decessi per Aids rimangono stabili, ma rimane ancora alta la percentuale di persone che scopre di essere HIVpositiva poco prima di ricevere la diagnosi di Aids;

Nel mondo ci sono 37 milioni di sieropositivi, tra cui 3 milioni di bambin* e adolescenti. Le nuove infezioni sono di quasi 2 milioni ogni anno;

21,7 milioni di persone hanno accesso ad una terapia antivirale, 14 milioni in più rispetto al 2010 con una previsione al rialzo entro il 2020;

Se da una parte si ritiene che il numero di persone affette dalla malattia sia ancora troppo alto, dall’altra si vede una progressiva diminuzione del numero di morti e per 3 sieropositivi su 4 la speranza di vita è regolare come per le persone sane. Tuttavia per il momento l’accesso all’informazione e alle cure non è uniforme a livello globale e il divario tra pesi ricchi e poveri è ancora troppo alto.

Pregiudizi, discriminazioni e scelte economiche disastrose costituiscono ancora una barriera. È necessaria una maggiore educazione a partire dalla scuola e puntare sulla prevenzione per evitare futuri contagi. Questo non accade in Grecia e in Florida per esempio, dove da un lato le esigenze del bilancio hanno intaccato la salute delle persone facendo aumentare il numero di contagi del 52% e dall’altro il mancato riconoscimento delle donne transgender fa sì che non possano accedere alle cure, nonostante gli investimenti nella prevenzione proprio nello stato americano siano in aumento. Questo ha comportato e comporta tutt’ora un aumento dei casi di contagio proprio in quel segmento di popolazione.

In Italia il governo ha ritirato l’emendamento alla legge di bilancio sulla distribuzione gratuita dei preservativi, unico strumento di protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, per under 26. Un segnale preoccupante quello che vede un governo barattare la salute di tutt* per il voto della parte più oscurantista e reazionaria, considerando anche che il maggior veicolo della malattia sono i rapporti sessuali non protetti.

Al di là dei dati e del mancato aiuto che arriva dal mondo della politica si deve puntare alla prevenzione e alla comunicazione. L’ignoranza che ruota attorno all’argomento è ancora troppo diffusa, soprattutto tra i giovani: tra le false credenze sul virus e la sua trasmissione c’è l’idea che le zanzare possano trasmettere l’HIV, la pillola del giorno possa prevenire il contagio e che il test dell’HIV possa dire se si è geneticamente predisposti all’Aids, oltre a non conoscere la differenza tra HIV e Aids. Il problema si ripresenta in maniera drammatica per il over 50 e le persone anziane che spesso arrivano troppo tardi a fare il test, complice anche il fatto che mancano campagne di sensibilizzazione mirate per impedire alla malattia di proliferare. L’ignoranza crea problemi anche nel mondo del lavoro dove i malati subiscono ancora troppe discriminazioni.

I test sono gratuiti, accessibili a tutt*, anonimi e sicuri, e per chi risulta sieropositivo il tempestivo inizio della terapia permette di raggiungere una buona qualità della vita, compresa quella sessuale. L’isolamento, la colpa e la vergogna devono rimanere solo più un ricordo dei tempi passati dove si riteneva che la malattia colpisse solo chi non aveva uno stile di vita o faceva scelte non moralmente accettabili.

Nessun* di noi ne è immune, nessun* può permettersi di abbassare la guardia. Proteggere se stessi significa proteggere tutt*.

[Qua maggiori informazioni sul test HIV e qua informazioni globali su HIV e Aids]

giornata-mondiale-contro-aids

 

 

 

 

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