1918-2018 Nessuna festa per un massacro!

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In occasione del 4 novembre, data dei festeggiamenti per un immane carneficina, ecco una lettera che testimonia l’avversione per la guerra proveniente dagli strati più bassi della popolazione e la rabbia nel vedersi utilizzati come carne da macello per una guerra che si sapeva già senza vincitori. Giovani mandati al fronte e costretti a combattere un nemico estraneo ed esausto tanto quanto i soldati che hanno scritto questa lettera (intercettata dalla censura italiana). Una sola lettera che vale le innumerevoli testimonianze che si posso trovare ma sempre utile per smascherare la retorica che vede nel 4 novembre l’esaltazione della patria, dell’ubbidienza e del sacrificio per essa. Rifiutare la violenza significa anche rifiutare questa propaganda bellica che allora come oggi serpeggia e si manifesta sempre più apertamente, purtroppo con un grado sempre più alto di consenso. 4 novembre, nessuna festa per un massacro, ieri come oggi.                    drooker_slingshot-vs-tank-300x260

Maestà inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che è tempo che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che è glorioso morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi, e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci anche Voi e loro. Ma invece Voi e i vostri mascalzoni ministri restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai a causa di questa orribile guerra da Voi voluta soffrono poverini la fame! Viliacchi, spudorati ubriaconi, impestati, carnefici di carne umana, finitela che è tempo li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi, o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria è la casa, la nostra famiglia, le nostre mogli i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privi di padre? E perché? per un vostro ambizioso spudorato capriccio.

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[Qui un articolo tratto da Internazionale in merito al 4 novembre e allo smascheramento della retorica bellica e la sua esaltazione; qui per vedere come viene narrata la grande guerra nella scuola]

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